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Pope Leo blesses the Sagrada Família in Barcelona
Pope Leo arrived in Barcelona on Wednesday to bless a tower on the Sagrada Família, which the Vatican says is now the tallest church in the world. CNN’s Christopher Lamb reports.

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Papa Leone XIV alla Sagrada Familia: “Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra”

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Papa Leone XIV alla Sagrada Familia: "Non …
La luce della croce che corona la Torre di Gesù Cristo, la più alta della Sagrada Familia, illumina una notte speciale per la città di Barcellona e per la Spagna. A cento anni dalla morte di Antoni Gaudí, Papa Leone XIV inaugura e benedice la torre che ha reso il capolavoro dell’architetto catalano la chiesa più alta al mondo. Proprio come aveva sognato Gaudì, la croce brilla di giorno e illumina la notte. E potente come la luce nelle opere del maestro del modernismo catalano arriva il messaggio che Leone lancia durante la messa solenne, officiata alla presenza dei reali di Spagna, del premier Pedro Sanchez e delle autorità iberiche. “Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente”, afferma il Papa, esortando a non abbandonare chi soffre, chi piange e chi fugge dalla miseria, “la Croce di Cristo, posta in cima a questa Basilica, è la Croce degli ultimi che diventano primi, dei peccatori che diventano santi, dei morti che risorgeranno”.
La croce custodisce al suo interno la scultura dell’Agnus Dei, realizzata dall’artista italiano Andrea Mastrovito. Con il completamento dei lavori della torre, la Sagrada Familia, che Papa Benedetto XVI ha designato come basilica minore nel 2010, è diventata la chiesa più alta del mondo, superando il duomo di Ulma in Germania. Non lo è “per primeggiare in classifiche mondane, ma per guidare i passi del popolo di Dio”, rimarca Prevost. Nonostante sia stata completata l’ultima delle 18 torri del Tempio Espiatorio, la basilica è ancora in costruzione. Per il suo completamento, che si stima potrebbe avvenire nei prossimi dieci anni, manca la realizzazione della Facciata della Gloria e il ponte antistante con una scalinata. “La Basilica della Sagrada Familia è ancora oggi un cantiere, che ci ricorda come la vita cristiana sia sempre un cammino”, riflette Prevost, che rimarca che il tempio espiatorio rappresenta un “segno di unità e concordia per tutta la Spagna”. La parola “unità” è stata particolarmente ricorrente dall’arrivo del Pontefice a Barcellona. Prevost rilancia l’appello all’unione anche dall’Abbazia di Montserrat, importante simbolo dell’identità catalana. Siamo “tutti uniti in una sola famiglia”, afferma salutando i fedeli e alternando con disinvoltura il catalano al castigliano.
Nei giorni precedenti alla visita, le associazioni nazionaliste e il partito indipendentista Junts avevano chiesto al Pontefice di privilegiare durante la sua visita la lingua di Gaudì, per la quale l’architetto fu anche perseguito dalle autorità spagnole. Alcuni fedeli a Montserrat espongono la ‘estelada‘, la bandiera indipendentista. In un passaggio di grande significato, Leone ringrazia la Catalogna “per aver ricevuto tante persone di altri Paesi”. “Insegna come integrare tutti in un’unica famiglia”, afferma, con un messaggio che arriva alla vigilia della tappa alle Canarie dove il tema della migrazione sarà centrale. La comunità autonoma è una di quelle con la percentuale maggiore di popolazione straniera in Spagna. Negli ultimi anni sono cresciute nel territorio le pulsioni anti-immigrazione, come dimostra l’ascesa del partito di ultradestra Aliança Catalana, e anche il partito indipendentista Junts, di centrodestra, ha indurito le sue posizioni. Nella tappa a Barcellona Leone fa visita agli ‘ultimi’, incontrando prima i detenuti del carcere di Brians e poi le realtà di carità e assistenza diocesane nella chiesa di San Agustí, nel quartiere multietnico del Raval, dove è forte la presenza della comunità araba. “Mi sento a casa”, dice il Pontefice nella chiesa. Un bagno di folla lo accoglie nel tragitto in papamobile verso la Sagrada Familia. ‘Papa Leon te queremos un monton’, ‘Papa Leone ti vogliamo molto bene’, gridano i fedeli.